La cucina italiana è rinomata nel mondo, i nostri ristoranti sono sparsi in ogni angolo del pianeta, i nostri cuochi ricevono premi internazionali e cucinano per le più celebri personalità.
Ma forse in Italia non ci viene in mente nessun cuoco famoso del calibro del catalano Ferràn Adrià o dell’inglese Jamie Oliver. Quest’ultimo è un vero e proprio fenomeno televisivo in Inghilterra. Con la sua aria di musicista rock, spettinato e anche alquanto attraente per molte donne, con il suo programma Jamie’s Great Escape è spesso alle prese con la nostra cucina ed è più volte venuto in Italia per insegnare ai suoi telespettatori le nostre ricette, alle quali ha dedicato anche un libro.
E per San Valentino se ne è uscito con un’altra delle sue, creando senza difficoltà un momento di dolcezza…
Scoprire il mondo attraverso la letteratura, la storia, la cultura e le tradizioni
mercoledì 10 febbraio 2010
martedì 9 febbraio 2010
I "Baci" di San Valentino
Nell’euforia del Carnevale gli innamorati dovranno trovare spazio per scambiarsi almeno un cioccolatino, usanza che non appartiene solo a noi italiani, ma anche ad altri Paesi.
Qui in Italia, il cioccolatino di San Valentino per eccellenza è il Bacio Perugina, fatto di granella di nocciola ricoperta da cioccolato fondente. Oltre al fatto di contenere una nocciola intera nella punta, che caratterizza la sua forma irregolare, ciò che l’ha reso così popolare soprattutto per San Valentino sono i bigliettini con le frasi in varie lingue di celebri personaggi sull’amore, la coppia, l'amicizia e i sentimenti in generale.
Ci sono diverse versioni sulla nascita dei Baci Perugina.
Una sostiene che nel 1922 la moglie di uno dei fondatori della
Perugina, Luisa Spagnoli, creò questo cioccolatino a forma di pugno che fu chiamato "Cazzotto" che poi venne ribattezzato “Bacio” Perugina.Un’altra dice che la stessa Luisa scriveva dei messaggi d’amore e li avvolgeva intorno ai cioccolatini che venivano inviati al suo amante Giovanni Buitoni, figlio di un socio dell'azienda, per l’ispezione. Così alla sua morte, nel ricordo della sua amante, Giovanni continuò ad inserire le frasi nell’incarto del cioccolatino, proprio come le troviamo ancora oggi.
Che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo sull'amore.
lunedì 8 febbraio 2010
Carnevale in Belgio: i “Gilles” di Binche
Un po’ lontani da noi e forse molto meno conosciuti sono i carnevali che si festeggiano in Belgio: a Binche, Malmedy, Charleroi, Stavelot, ecc.
Il Carnevale di Binche è il più famoso del Belgio e quest’anno si festeggia dal 14 al 16 febbraio. Nel 1993 l’UNESCO lo ha proclamato Patrimonio orale e immateriale dell'Umanità.
Ha origini molto antiche; si hanno testimonianze di forme primitive di carnevale già dal 1395, quando il martedì grasso in Vallonia e in altre parti d’Europa la gente si riuniva intorno a grandi falò per festeggiare la fine dell’inverno e auspicare la fertilità delle donne e della terra.
Il Carnevale come si conosce oggi risale invece al ‘500. La figura tradizionale del Carnevale è il "Gille", una maschera dal costume tipicamente contadino.
I festeggiamenti per il carnevale cominciano la domenica anteriore, quando i "Gilles" iniziano a vestirsi, in città si sentono tamburi e viole e il pomeriggio le società carnevalesche sfilano per la città fino alla Grand-Place.
La mattina del lunedì grasso c’è l’uscita della Gioventù, accompagnata dal suono delle viole, mentre il pomeriggio c’è l’uscita dei bambini con i "girotondi dell'amicizia" nella Grand-Place; il lancio delle arance e i fuochi d'artificio a Place de la Gare.
Il martedì grasso è il giorno
più atteso: più di 900 Gilles di Binche sfilano per la città, con i Paysans (contadini), Pierrot e Arlecchini. Il corteo termina davanti al Municipio nella Grand-Place dove i Gilles e i Contadini indossano portano la tradizionale maschera di cera. Nel pomeriggio il corteo riprende, ma questa volta i Gilles indossano il celebre cappello bianco di piume di struzzo e lanciano le arance. I festeggiamenti si concludono con i fuochi d’artificio.
Il Carnevale di Binche è il più famoso del Belgio e quest’anno si festeggia dal 14 al 16 febbraio. Nel 1993 l’UNESCO lo ha proclamato Patrimonio orale e immateriale dell'Umanità.
Ha origini molto antiche; si hanno testimonianze di forme primitive di carnevale già dal 1395, quando il martedì grasso in Vallonia e in altre parti d’Europa la gente si riuniva intorno a grandi falò per festeggiare la fine dell’inverno e auspicare la fertilità delle donne e della terra.Il Carnevale come si conosce oggi risale invece al ‘500. La figura tradizionale del Carnevale è il "Gille", una maschera dal costume tipicamente contadino.
I festeggiamenti per il carnevale cominciano la domenica anteriore, quando i "Gilles" iniziano a vestirsi, in città si sentono tamburi e viole e il pomeriggio le società carnevalesche sfilano per la città fino alla Grand-Place.
La mattina del lunedì grasso c’è l’uscita della Gioventù, accompagnata dal suono delle viole, mentre il pomeriggio c’è l’uscita dei bambini con i "girotondi dell'amicizia" nella Grand-Place; il lancio delle arance e i fuochi d'artificio a Place de la Gare.
Il martedì grasso è il giorno
più atteso: più di 900 Gilles di Binche sfilano per la città, con i Paysans (contadini), Pierrot e Arlecchini. Il corteo termina davanti al Municipio nella Grand-Place dove i Gilles e i Contadini indossano portano la tradizionale maschera di cera. Nel pomeriggio il corteo riprende, ma questa volta i Gilles indossano il celebre cappello bianco di piume di struzzo e lanciano le arance. I festeggiamenti si concludono con i fuochi d’artificio.
venerdì 5 febbraio 2010
Carnevale di Dunkerque
Se vi trovate nel nord della Francia a metà febbraio, vale davvero la pena assistere ad uno dei Carnevali più famosi del Paese: il Carnevale di Dunkerque.
Un evento in cui l’autenticità e la tradizione si mescolano alla festa, per il piacere di tutti gli amanti del carnevale.

Le origini risalgono all’epoca in cui gli armatori, prima di partire per l’Islanda, festeggiavano tutta la notte a suoni di tamburi per dimenticare la paura di non tornare più.
Alla fine del XVIII secolo i marinai recuperarono l’antica tradizione degli armatori e poco tempo dopo il Carnevale di Dunkerque cominciò ad avere grande fama.
Oggi il Carnevale si divide in bandes, gruppi di persone mascherate che sfilano per le strade, e bals, dove i canevalieri si riuniscono tutta la notte mischiando canzoni carnevalesche e musica contemporanea.
Il Tambour Major è sempre vestito come un soldato napoleonico ed è a capo della Vissecherbende (sfilata) che si svolge lungo le strade cittadine, con i Giganti, i balli, i colori, tanta allegria e i famosi ombrelli colorati di Dunkerque.
Un evento in cui l’autenticità e la tradizione si mescolano alla festa, per il piacere di tutti gli amanti del carnevale.

Le origini risalgono all’epoca in cui gli armatori, prima di partire per l’Islanda, festeggiavano tutta la notte a suoni di tamburi per dimenticare la paura di non tornare più.
Alla fine del XVIII secolo i marinai recuperarono l’antica tradizione degli armatori e poco tempo dopo il Carnevale di Dunkerque cominciò ad avere grande fama.
Oggi il Carnevale si divide in bandes, gruppi di persone mascherate che sfilano per le strade, e bals, dove i canevalieri si riuniscono tutta la notte mischiando canzoni carnevalesche e musica contemporanea.

Il Tambour Major è sempre vestito come un soldato napoleonico ed è a capo della Vissecherbende (sfilata) che si svolge lungo le strade cittadine, con i Giganti, i balli, i colori, tanta allegria e i famosi ombrelli colorati di Dunkerque.
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